• 13 Luglio 2024

Epistème News

Rivista di comunicazione scientifica e medicina integrata

Occhio alla tintarella

Vademecum per una corretta esposizione al sole.

ultimo aggiornamento: 22 marzo 2023

Tempo di vacanze, tempo in cui ci apprestiamo a godere di un momento di riposo al mare, lontano da pensieri e preoccupazioni alla ricerca della mitica, intramontabile abbronzatura.

Cosè l’abbronzatura

L’abbronzatura è il risultato di un processo biologico che coinvolge la pelle e i suoi pigmenti. Quando ci esponiamo al sole, la nostra pelle riceve le radiazioni ultraviolette, che possono danneggiare le cellule. Per difendersi, la pelle aumenta la produzione di melanina che si deposita negli strati superficiali della cute. La melanina ha la funzione di assorbire le radiazioni ultraviolette e di ridurne gli effetti nocivi. La melanina è prodotta dai melanociti, cellule specializzate che si trovano nella pelle, ma anche nei capelli e negli occhi. Il colore della pelle, dei capelli e degli occhi dipende dalla quantità e dal tipo di melanina presente nei melanociti. Esistono due tipi principali di melanina: l’eumelanina, che conferisce una tonalità bruna o nera, e la feomelanina, che conferisce una sfumatura rossa o bionda. La distribuzione dei due tipi di melanina determina le diverse gradazioni di abbronzatura.

Le giuste precauzioni

Abbronzatura sì, quindi, ma occorre anche ricordare quali sono le giuste precauzioni da adottare quando ci si espone al sole.
Da molti anni, con mirate campagne d’informazione sanitaria finalizzata alla prevenzione, il mondo medico-scientifico è impegnato in un’opera di divulgazione sui rischi derivanti da un’errata esposizione alle radiazioni ultraviolette sia solari e sia artificiali.

Certo l’esposizione al sole comporta innegabili vantaggi.

In primo luogo alle nostre ossa: la radiazione solare attiva la sintesi della vitamina D che aiuta le ossa ad assorbire meglio il calcio.
È inoltre un toccasana per alcune malattie della pelle quali: psoriasi, vitiligine e alcune forme di dermatite.
Evidente è poi l’influenza positiva del sole sul nostro umore e la nostra autostima.

Ma l’immagine di giovinezza, seduzione e prestigio che cerchiamo di ottenere con l’abbronzatura “a tutti i costi”, può essere pagata a caro prezzo specialmente dai soggetti di carnagione chiara.
Un’eccessiva esposizione al sole, infatti, aumenta verosimilmente il rischio di comparsa, dopo periodi più o meno lunghi, non solo di inestetismi cutanei (rughe, cheratosi) ma aumenta il rischio che si manifestino tumori della pelle. Tra questi i più frequenti sono i carcinomi che colpiscono prevalentemente le parti più esposte (volto, collo) di soggetti anziani ed i melanomi che si riscontrano in regioni cutanee (tronco, arti inferiori) esposte al sole saltuariamente, ma in modo violento.

L’abbronzatura non è uguale per tutti

Una aspetto fondamentale che ciascuno di noi dovrebbe prendere in considerazione, al di là della semplice tintarella, è il fototipo cui appartiene.

I fototipi sono una classificazione della pelle umana in base alla sua reazione alla luce solare. I fototipi vanno da I a VI, e dipendono da tre fattori principali:

  • il colore della pelle e dei capelli
  • la presenza o meno di efelidi, cioè le macchie pigmentate sulla pelle
  • la capacità di abbronzarsi senza scottarsi.

La quantità di melanina, il pigmento che determina il colore della pelle e la protegge dai raggi ultravioletti, varia a seconda del fototipo. Il fototipo VI ha la maggiore concentrazione di melanina, mentre il fototipo I ne ha la minore. Chi ha un fototipo basso deve fare attenzione all’esposizione al sole, perché ha un maggior rischio di danni alla pelle.

L’abbronzatura quindi non è uguale per tutti, ma varia in base al fototipo. Un esempio di fototipo I è una persona con la pelle molto chiara, i capelli rossi o biondi, le lentiggini e gli occhi azzurri o verdi. Questa persona si scotta facilmente e non si abbronza quasi mai. Un esempio di fototipo VI è una persona con la pelle molto scura, i capelli neri, nessuna lentiggine e gli occhi marroni o neri. Questa persona non si scotta mai e ha sempre la pelle abbronzata.
Per questo è fondamentale conoscere il proprio fototipo per sapere come comportarsi per una corretta esposizione ai raggi del sole.

Ecco alcuni consigli pratici su come ottenere la tintarella riducendo i rischi.

  1. Esposizione graduale con abbondante ed uniforme applicazione di uno schermo solare 20-30 minuti prima e dopo il bagno o una forte sudorazione.
  2. Applicare filtri solari senza massaggiare anche se il cielo è nuvoloso (l’80 per cento dei raggi UV. raggiunge lo stesso la pelle) o si è sotto l’ombrellone o in acqua a causa delle radiazioni riflesse.
  3. Non dimenticare di proteggere il naso, orecchie, labbra, collo, parti calve del cuoio capelluto, parte superiore del piede e delle dita, cavo popliteo (la parte posteriore del ginocchio).
  4. Programmare le attività ricreative all’aperto nelle prime ore del mattino fino alle 11 e nel tardo pomeriggio, dopo le 17.
  5. Proteggere bambini e anziani con uno schermo adatto, cappello, maglietta e occhiali da sole.
  6. Evitare l’esposizione sotto i sei mesi di vita. I danni cutanei cominciano con la prima esposizione e si accumulano nel tempo.
  7. Usare occhiali da sole con lenti di buona qualità, in grado di schermare i raggi UV.
  8. Meglio esporsi in movimento: quando si resta immobili occorre cambiare spesso posizione.
  9. Alcuni farmaci possono aumentare al sensibilità al sole: profumi e deodoranti possono provocare macchie sulla pelle.
  10. Controllare la propria cute e consultare il medico se compaiono lesioni pigmentali con prurito, dolore o bruciore e se un neo tende a cambiare forma (margini frastagliati), dimensione (> di 6 mm) e colore (rossastro, bruno, rosa)

E ricordate che gli effetti delle “scottature” si rendono visibili solo dopo 12-24 ore.

Proteggere gli occhi

Oltre alla pelle anche gli occhi hanno bisogno di essere protetti durante l’esposizione al sole. Svariati e di diversa gravità possono essere i rischi legati a un’esposizione diretta e prolungata ai raggi ultravioletti. Si va da disagi passeggeri come l’affaticamento della vista, la lacrimazione o il prurito a patologie di più grave entità che possono svilupparsi nel tempo quali infiammazione della cornea (fotocheratite), cataratta precoce e degenerazione maculare. Per questo è sicuramente consigliabile l’uso di occhiali da sole che offrano un’elevata protezione: oggi sono disponibili lenti in grado di bloccare il 100% tanto dei raggi UVA che UVB.

Foto di StockSnap da Pixabay
Lampade, lettini e docce solari

E poi quando finisce l’estate la tentazione di mantenere artificialmente la propria abbronzatura diventa molto forte. L’utilizzo di lampade abbronzanti presenta però un elevato fattore di rischio per la pelle. Secondo quanto riportato dall’Associazione Italiano Oncologia Medica, per l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’abbronzatura artificiale aumenta del 20% il rischio di melanoma. Rischio che sale al 59% se il primo utilizzo è under 35 anni. Tanto che lettini e docce solari sono stati classificati come potenziali cancerogeni dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC).
Per contro questi dispositivi abbronzanti non presentano alcuno dei vantaggi connessi alla naturale esposizione solare.

In sintesi:
Sole sì ma con attenzione. Occorre rispettare le regole di prevenzione, quindi: crema protettiva, cappellino e occhiali da sole. Ma soprattutto evitare le ore centrali della giornata, quando il sole batte a picco.

Per approfondimenti visita la pagina del sito Lilt su La prevenzione durante l’estate